7 febbraio – Giornata nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo

Oggi ricorre la giornata nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo.

Le statistiche riportano che il 50% dei ragazzi ne è vittima, principalmente a scuola.

Spieghiamo bene cosa intendiamo per bullismo e cyberbullismo.

Il bullo è un ragazzo che ostenta presunte capacità o abilità, ma in realtà è un soggetto debole, banale e insicuro. Si mostra però indisponente e ha un rischioso modo di distinguersi, che sfocia talvolta in comportamenti aggressivi o violenza fisica diretta, aggressività verbale e relazionale – anche indiretta – violenza psicologica che si manifesta con il diffamare, l’escludere, il ghettizzare o l’isolare la vittima.

Il bullismo si basa su tre precisi principi, ovvero:

  • intenzionalità
  • persistenza nel tempo
  • assimmetria nella relazione (cioè l’abuso della parte attiva e aggressiva nei confronti della parte passiva che ne diventa vittima).

Quando questo tipo di relazione avviene attraverso il mondo social si parla invece di cyberbullismo: gli atteggiamenti aggressivi, prevaricanti e molesti vengono compiuti tramite strumenti telematici (sms, e-mail, siti web, chat, ecc.).

Sono agghiaccianti i racconti dei giovani che hanno deciso di denunciare.

Denunciare ti salva la vita!

Parlate sempre di quello che vi succede o vi tormenta con un adulto, un insegnante, un genitore oppure un coetaneo.

L’unico modo di uscire da quest’incubo è chiedere aiuto!

In questa giornata vogliamo ricordare la storia di Carolina Picchio, una ragazza che per la vergogna nel 2014 si è uccisa lanciandosi dalla finestra!

La triste storia di Carolina ha commosso davvero tutti.

In questa giornata dobbiamo prendere un impegno preciso, combattere contro questa violenza e farlo finchè non ci sarà più nessuna Carolina o Marco o Luisa costretti a morire per sfuggire al bullismo.

È dovere di ognuno di noi combattere e colmare il vuoto culturale, che è alla base di questa grande piaga sociale, e schierarci a difesa di chi è più debole sempre!

Di seguito riportiamo quanto scritto nel sito della Fondazione Carolina.

Mercoledì 17 maggio 2017 poco dopo le ore 13, l’Aula di Montecitorio vota all’unanimità il disegno di legge a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto al cyberbullismo e la Presidente Laura Boldrini dedica l’approvazione a Paolo Picchio e sua figlia Carolina: l’emiciclo applaude.

«Non posso negare di essermi commosso quando l’aula dopo il voto unanime si è alzata in piedi per un applauso in memoria di Carolina: nessuno mi ridarà più mia figlia ma questa legge è per lei» racconta Paolo Picchio ripensando al percorso, cominciato nel 2014 e portato a compimento con l’approvazione definitiva della norma.

Il gesto drammatico di Carolina rivela un disagio profondo per tanti ragazze e ragazzi che diventano vittime di vessazioni, insulti e discriminazioni. «Ora c’è una legge per i ragazzi che rappresenta il nostro punto di partenza: nuovi strumenti per prevenire e contrastare il cyberbullismo pensati per le vittime ed i colpevoli… in ogni caso si tratta di minori. Recuperarli è molto importante» sottolinea Paolo.

La Norma in sintesi:

La legge 71/17 “Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del cyberbullismo” intende tutelare il diritto dei minori. Un provvedimento legislativo che fin dall’inizio non è stato pensato solo per le vittime, ma anche per il riscatto di quei ragazzi che, spesso inconsapevolmente, danneggiano i propri coetanei attraverso le piattaforme digitali.

Ecco i principali punti:

– Segnalazione

Ciascun minore con più di 14 anni, genitore o chi esercita la responsabilità sul minore, può inoltrare al titolare del trattamento o al gestore del sito internet o del social media un’istanza per l’oscuramento, la rimozione o il blocco di qualsiasi dato del minore vittima di cyberbullismo.

– Rimozione

Qualora entro le ventiquattro ore successive la SEGNALAZIONE non vi sia stata alcuna comunicazione da parte del responsabile ed entro le 24 ore non abbia provveduto o non sia possibile individuare il gestore del sito internet o del social, l’interessato può fare istanza al Garante per la protezione dei dati personali, il quale provvede entro 48 ore alla rimozione.

– Ammonimento

Un provvedimento studiato nella logica di educare e responsabilizzare i giovani che, anche solo inconsapevolmente, si rendono attori di comportamenti penalmente perseguibili.

La procedura dall’ammonimento prevede che fino a quando non sia stata proposta denuncia per diffamazione, minaccia o trattamento illecito di dati, il Questore è chiamato a convocare il minore, colpevole verso altri minori, unitamente a un genitore, ammonendo il medesimo.

– Educazione continua nelle scuole

L’uso consapevole della rete entra a far parte dell’offerta formativa in ogni ordine di scuola. Il Ministero dell’Istruzione adotta delle linee d’orientamento per la prevenzione e il contrasto del fenomeno. Gli uffici scolastici regionali sono chiamati a promuovere progetti elaborati nelle scuole, nonché azioni integrate sul territorio di contrasto del cyberbullismo e educazione alla legalità. È disposto, inoltre, che le istituzioni scolastiche promuovano, nell’ambito della propria autonomia, l’educazione all’uso consapevole della rete internet e ai diritti e doveri ad esso connessi.

– Tavolo interministeriale permanente

Il tavolo ha il compito di redigere un piano di azione integrato per la prevenzione e il contrasto del cyberbullismo, nonché quello di realizzare un sistema di raccolta dei dati per monitorare l’evoluzione dei fenomeni anche avvalendosi della collaborazione con la Polizia postale e le altre forze di polizia.

Il tavolo coordinato dal Miur include i Ministeri dell’Interno, Lavoro e Politiche sociali, Giustizia, Sviluppo Economico e della Salute; Anci, Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, Garante Privacy, Comitato di applicazione del codice di autoregolamentazione media e minori, organizzazioni già coinvolte nel programma nazionale del Safer Internet Centre, nonché una rappresentanza delle associazioni studentesche e dei genitori.

– Risorse polizia postale

Nell’ambito di ciascun programma operativo nazionale sono stanziate idonee risorse alla formazione del personale specializzato alla tutela dei minori sul web. I fondi certi per la Polizia Postale sono per l’aggiornamento ai docenti, nella chiave di individuare referente cyberbullismo per ogni autonomia scolastica e dare luogo alla formazione continua dedicata agli studenti.

– Referente per ogni scuola

Ogni istituto deve individuare tra i propri docenti un referente con il compito di coordinare le iniziative di prevenzione e contrasto. In quest’ottica si programmano corsi di formazione per personale scolastico per garantire l’acquisizione di idonee competenze nell’ambito di azioni preventive a sostegno del minore.

Leggi il testo integrale. (http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2017;71)

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