Arrivo tra un Instagram!

Venerdì scorso (22 novembre), alle 9 abbiamo cominciato a parlare con i ragazzi dell’I.T.E.T. G.Floriani. Prima il turno dei giovani, dopo la ricreazione quello dei “senior”.

Gli argomenti non erano sicuramente facili o leggeri, ma i ragazzi hanno retto bene! L’interesse è stato alto ed abbiamo passato la ricreazione a rispondere alle loro domande.

Il mio più grande desiderio è che in almeno qualcuno di loro stia germogliando il seme che abbiamo tentato di piantare: quello della consapevolezza informatica.

Tutti oggi abbiamo in tasca stumenti potenti come PC, e siamo soliti usarli solo per telefonare e chattare. E’ veramenre importante comprendere che la conoscenza – anche limitata al livello dell’utilizzatore – dei propri stumenti informatici si diffonda.

Come ho spiegato nell’incontro con i ragazzi, l’informatica è uno strumento. Non è “buono” o “cattivo”; non è “pericoloso” o “innocuo”. L’ho paragonata a un coltello (mi si perdoni l’azzardo): se lo sai usare puoi tagliare il pane e darne una fetta a chi vuoi bene; se non lo sai usare puoi anche afferrarlo dalla parte della lama e farti male.

Imparare a “non farsi male” usando gli strumenti informatici non è difficile: proviamoci insieme!

Nei prossimi giorni pubblicherò sul nostro blog alcuni estratti dell’incontro.

Infiniti ringraziamenti a Elvio Pederzolli, Marta Pasini, all’associazione Marco Fedrigoni e all’I.T.E.T G.Floriani e i suoi ragazzi e ragazze!

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